Abbazia di S.Salvatore e S.Lorenzo a Settimo - Scandicci, Città Metropolitana di Firenze

Indirizzo: Via S. Lorenzo a Settimo, 15, 50018 Scandicci FI, Italia.
Telefono: 0557310537.
Sito web: badiadisettimo.it
Specialità: Chiesa, Chiesa cattolica, Attrazione turistica.
Altri dati di interesse: Ingresso accessibile in sedia a rotelle, Parcheggio accessibile in sedia a rotelle, Toilette.
Opinioni: Questa azienda ha 433 recensioni su Google My Business.
Media delle opinioni: 4.6/5.

📌 Posizione di Abbazia di S.Salvatore e S.Lorenzo a Settimo

Abbazia di S.Salvatore e S.Lorenzo a Settimo Via S. Lorenzo a Settimo, 15, 50018 Scandicci FI, Italia

⏰ Orario di apertura di Abbazia di S.Salvatore e S.Lorenzo a Settimo

  • Lunedì: Chiuso
  • Martedì: 17:30–18:30
  • Mercoledì: 17:30–18:30
  • Giovedì: 17:30–18:30
  • Venerdì: 17:30–18:30
  • Sabato: 17:30–19
  • Domenica: 10–12

Abbazia di S.Salvatore e S.Lorenzo a Settimo

Dalla sua ubicación en Via S. Lorenzo a Settimo, 15, 50018 Scandicci FI, Italia, esta badia è un luogo di grande interesse turistico e religioso. La sua bellezza architettonica e la sua storia lo rendono un luogo inescindibile per chi cerca di scoprire la storia e la cultura italiana.

La badia è stata costruita nel 1200 e ospita tre affreschi della scuola di pittura del Ghirlandaio che raccontano la Deposizione e la Croce. La torre del campanile è un punto di riferimento per la zona e offre una vista spettacolare sulla valle circostante.

La badia è accessibile in sedia a rotelle e dispone di parcheggio accessibile per le persone con disabilità. I visitatori possono godersi la sua bellezza interna e esterna, e imparare sulla storia e la cultura della zona.

La mediatrice del sito web badiadisettimo.it raccomanda di visitare la badia durante la settimana, quando il sole splende sui suoi muri in pietra. È un'esperienza unica e indimenticabile.

La badia ha 433 recensioni su Google My Business con una media di 4,6/5 stelle, dimostrando la sua popolarità tra i turisti e i locali. La sua ubicazione strategica e la sua bellezza architettonica la rendono un luogo inescindibile per chi cerca di scoprire la Toscana.

👍 Recensioni di Abbazia di S.Salvatore e S.Lorenzo a Settimo

Abbazia di S.Salvatore e S.Lorenzo a Settimo - Scandicci, Città Metropolitana di Firenze
Avv S. M.
5/5

Esperienza di incontro con la storia dell'anno 1000. Scorgi da lontano la Torre del campanile, ti avvicini e scopri la sua sorprendente sezione ottagonale. È ti resta impressa la forma di questa opera architettonica che sembra una vedetta di pietra, capace di sfidare il millennio, dall'epoca della sua costruzione fino ai giorni nostri. All'interno della sacrestia sono custoditi da sempre tre affreschi della scuola di pittura del Ghirlandaio, che parlano dell'eterna attualità della Deposizione, e della Croce. Il resto della Badìa é meraviglioa e vale il cammino per raggiungerla.

Abbazia di S.Salvatore e S.Lorenzo a Settimo - Scandicci, Città Metropolitana di Firenze
Michele D. G.
4/5

Da tempo era nei programmi ma rimandavo perché ... la Badia non è aperta di norma al turista (c'è la possibilità l'ultimo sabato del mese previo contatto). Mi sono deciso e credo ne sia valsa la pena perché l'Abbazia va oltre la Chiesa (è aperta, tra l'altro, la domenica dalle 10:00 alle 12:15 per la funzione religiosa). La visita dura circa tre ore e percorre tutti gli ambienti monastici al momento visitabili perché, allo stato attuale, sono molti i cantieri aperti, per motivi archeologici, atti a mettere in luce le varie fasi costruttive (siamo vicini all'Arno e qui, nei secoli, il fiume, più volte esondato, ha portato strati su strati di materiale di riempimento "costringendo" a costruire sempre più in alto). Qui è passata la Storia che si perde nella notte dei tempi. Sin dal X secolo, quando in questa zona sorgeva un Oratoio dedicato a San Salvatore. Poi, con i Conti Cadolingi, nel 1004, si formò il primo nucleo di ciò che col tempo si affermò essere un influente e potente Monastero con territori lontani fino al Mugello. Fu retto prima dai Benedettini Cluniacensi poi, nell'XI secolo, passo ai Benedettini Vallombrosani di Giovanni Guidalberto, fondatore della comunità. Qui il 13 febbraio 1068, di fronte alla Chiesa la famosa Prova del Fuoco fatta da Pietro Igneo per dimostrare la rettitudine dei Vallombrosani. Per giungere al 1236 quando, per ordine di Papa Gregorio IX, qui giunsero i Benedettini Cistercensi provenienti dall'Abbazia di San Gargano, luogo ormai in declino. Poi, era il 27 luglio 1782, Pietro Leopoldo, Gran Duca di Toscana, decretò la soppressione dell'Ordine Monastico, con la vendita ai privati, per farne una fattoria, sia delle terre che di buona parte del complesso e l'allontanamento dei monaci. Solo nel '900 si pensò al recupero della struttura; furono riacquistate dai privati tutte le parti cedute nel '700 e, in diverse fasi, si risanò parti del complesso. La Cripta, dell'XI secolo (forse di origine pagana) fu riportata allo stato originario (l'acustica è ... perfetta). La facciata stessa, in stile gotico con influenze rinascimentali, fu ripristinata, stonacandola e abbattendo il porticato. Lo stesso Campanile, colpito da una cannonata nel '44, fu ricostruito "tale e quale" nel 1957 su progetto dell'Arch. Nello Baroni. Nel tempo furono e sono stati aperti scavi archeologici per "studiare" le varie fasi costruttive nel tempo ... con molte sorprese che la guida saprà mettere in luce. Oggi la Chiesa, a tre navate, si presenta in una veste ... semplice ma, nonostante la spoliazione e i danni del tempo, qui sono presenti capolavori dell'arte sacra. Possiamo vedere un Sarcofago con le spoglie delle Contesse Cadolinge Cilla e Gasdia; il Martirio di San Lorenzo, di Domenico Buti; la tomba del Poeta Dino Campana, qui sepolto nel 1946; la Cappella di San Quintino, affrescata nel 1629 da Giovanni da San Giovanni con il "Ritrovamento di San Quintino" e "La Consegna delle chiavi a San Pietro". Qui la reliquia di San Quintino. Nella Cappella Maggiore un fregio in terracotta di Benedetto Buglioni; ciò che rimane degli affreschi di Domenico Ghirlandaio, due tondi con l'Arcangelo Gabriele e l'Annunciazione; il Tabernacolo di Giuliano da Maiano, del 1441. Nella Sacrestia due dipinti su tavola del tardo '400, di Domenico Ghirlandaio e bottega: "Adorazione dei Magi" e "Deposizione di Cristo nel Sepolcro" e, sempre in Sacrestia, la "Deposizione di Cristo nel Sepolcro", di Francesco Botticini. In uno degli spazi del Cortile dei Melaranci un affresco della Madonna col Bambino e due reliquari; il più antico del 1345, è renano in stile gotico, il secondo, del 1350, è toscano di maestranze senesi. Fanno parte del culto di Sant'Orsola e le 11.000 Vergini. Continuando nel Chiostro Grande, risalente al XV secolo, decorato dal Ghirlandaio e Domenico Puligo ... decorazioni, ahimè, scomparse. Da questo Cortile si accede alla Cappella di San Jacopo, con gli affreschi del 1315 di Buonamico Buffalmacco ... rovinati e poco leggibili. In ultimo la Sala dei Conversi, a tre navate suddivisa da colonne.

Abbazia di S.Salvatore e S.Lorenzo a Settimo - Scandicci, Città Metropolitana di Firenze
Dani D.
4/5

Il luogo merita di essere visitato. In parte non ancora accessibile per via dei lavori in essere, rende comunque un'ampia idea della sua bellezza. Peccato per la ex cappella, oggi assolutamente inesistente e che da quanto ci spiegano, non ha una data, né una certezza, della sua ricostruzione.

Abbazia di S.Salvatore e S.Lorenzo a Settimo - Scandicci, Città Metropolitana di Firenze
Maria L. U.
4/5

È stata una scoperta!! In realtà ancora da scoprire... L'abbazia da fuori è veramente interessante. Siamo arrivati lì per uno spettacolo di Dimitri frosali , Paolo e Francesca, con Marco fornasa etc.. fantastici!! Loro e lo spettacolo!!
Sicuramente tornerò a visitare l'abbazia di settimo.

Abbazia di S.Salvatore e S.Lorenzo a Settimo - Scandicci, Città Metropolitana di Firenze
Valerio A.
5/5

Luogo molto bello.
All'interno spoglio, mantiene il fascino di pieve sulla francigena

Abbazia di S.Salvatore e S.Lorenzo a Settimo - Scandicci, Città Metropolitana di Firenze
Antonio L.
4/5

Sito storico religioso di grande bellezza e importanza, solo parzialmente restaurato ed accessibile. Per le problematiche ancora aperte si veda la pagina specifica badia settimo. It di un gruppo di esperti molto attivi.

Abbazia di S.Salvatore e S.Lorenzo a Settimo - Scandicci, Città Metropolitana di Firenze
Massimiliano R. (.
5/5

Luogo a pochi chilometri da Firenze, era la prima volta che l'ho visitato, sono rimasto veramente colpito dalla struttura delle mura dal ponte e dal parco circostante, tutto ben curato. Una parte della struttura, spero che in un futuro non troppo lontano, venga restaurata. Potrebbe essere una meta per tanti turisti che passano da Firenze e non solo turisti. DA VISITARE!

Abbazia di S.Salvatore e S.Lorenzo a Settimo - Scandicci, Città Metropolitana di Firenze
Edoardo M.
5/5

Fin dal X secolo è attestato nel piviere di San Giuliano a Settimo un oratorio dedicato a San Salvatore, al quale nel 988 il conte Adimaro donò i diritti sulle chiese di San Martino alla Palma e di San Donato a Lucardo. Tale donazione venne confermata dieci anni dopo dall'imperatore Ottone III[3].
L'oratorio attirò l'attenzione dei conti Cadolingi che nel 1004 vi chiamarono i benedettini cluniacensi affinché vi fondassero un'abbazia[4]. La scelta dei Cadolingi non era dettata solo da fervore religioso ma si inseriva in un ampio disegno per il controllo del territorio attraverso la fondazione di castelli e monasteri per poter mantener intatto il loro patrimonio fondiario e per poterlo anche difendere; tali monasteri venivano fondati sempre nei pressi di importanti vie stradali e fluviali.
Nel corso dell'XI secolo il patrimonio dell'abbazia aumentò considerevolmente grazie a donazioni che portarono il cenobio ad avere influenza su territori lontani; emblematica ad esempio è la donazione di beni nel Mugello fatta dal conte Guglielmo per poter creare un feudo cadolingio tra Toscana ed Emilia. Sempre nello stesso secolo il monastero adottò la riforma Vallombrosana sotto l'influenza dello stesso Giovanni Gualberto. Il 13 febbraio 1068 di fronte alla chiesa si tenne la famosa prova del fuoco fatta da Pietro Igneo per dimostrare la rettitudine dei Vallombrosani e la corruzione del vescovo Pietro Mezzabarba; tra il 1073 e il 1076 i priori vallombrosani si riunirono spesso qui.

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