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Il ricordo di GB Bonetti

 

Mercoledì 13 gennaio ci ha lasciati improvvisamente Giambattista Bonetti, che siamo più abituati a chiamare Giovanni o GB.

Con lo scritto di un amico, vogliamo ricordarlo insieme, perché è persona che merita davvero di essere ricordata per il tanto bene fatto nella nostra comunità e in tante altre parti del mondo grazie al suo instancabile entusiasmo per la Missione, sempre accompagnato dalla preghiera e dalla partecipazione all'Eucarestia.

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 Questa testimonianza è per dire GRAZIE a Dio per averci donato il nostro fratello Giovanni Bonetti, per tutti GIBI. Una persona che per 40 anni ha lavorato nella nostra parrocchia con noi, per noi, e ci ha testimoniato il suo amore per quel Gesù Misericordioso nel quale ha fermamente creduto ed è stato il “timone sicuro” del suo cammino. La partecipazione così numerosa al suo funerale ha interrogato ognuno di noi. In tanti ci siamo chiesti il perché. La risposta viene spontanea:

GIBI, nella sua semplicità, è stato una persona speciale, ha saputo voler bene ad ogni persona che incontrava, ha saputo far fruttificare i talenti che il Signore gli ha donato e trasformarli in dono ai tanti fratelli incontrati. Ricordiamo l’amore smisurato per la sua famiglia, che non si è fermato alla sua adorabile moglie Daria e ai suoi figli, ma con loro ha saputo aprire la sua casa per accogliere persone in difficoltà: bambini bisognosi di calore familiare, fratelli che vivono in terre lontane, giovani in gravi situazioni di disagio. Sul lavoro cercava di dare il meglio di sé, con tanta professionalità condita con il suo sorriso e il suo voler bene. Non dimentichiamo poi la sua disponibilità se, lasciato il lavoro, veniva chiamato per qualche riparazione o consiglio: lasciava tutto e correva in aiuto.

La sua persona era però legata principalmente al gruppo missionario Mivo ’75. Sì, dicendo Mivo subito veniva alla mente GIBI. Questo suo cuore grande per il prossimo povero delle terre lontane ha radici nella sua adolescenza e, come lui spesso ricordava, a quell’incontro con padre Paolo Treccani, nostro concittadino, che lo ha “folgorato” al punto da portarlo a sposare la causa missionaria. Entrò infatti a far parte del gruppo Mivo ’75, iniziato pochi anni prima, che, con il ricavato della raccolta di carta, vetro, indumenti, aiutava il missionario in Burundi. Ben presto, viste le sue capacità e larghe vedute, ne divenne il responsabile, esercitando questo ruolo mettendosi per primo a lavorare e a servire. Come non ricordare i campi di raccolta e il lavoro appassionato del sabato mattina: lui era il primo a “sporcarsi le mani” e poi, con umiltà e fermezza, coinvolgeva chiunque si presentasse. All’interno del gruppo lavorò molto - e non senza momenti di critiche sofferte - per trasformarlo in una realtà non legata all’opera di un solo missionario ma aperta ad accogliere e aiutare qualsiasi missionario ne facesse richiesta. Il gruppo Mivo è una realtà sempre disposta a collaborare con tutti coloro che aiutano i missionari: bastava una telefonata a GIBI che la presenza del gruppo Mivo era assicurata. Diciamo che per GIBI ogni povero di qualsiasi parte della terra era il suo “prossimo”, da accogliere e curare con quella tenerezza che il Beato Paolo VI spesso ci ricordava. Ci viene spontaneo chiederci da dove attingeva la forza, la costanza e l’entusiasmo per fare tanto bene. Parlando con un suo catechista della scuola media è emerso che era un ragazzo vivace e sempre alla ricerca di qualcosa “di più”. Un giorno gli confidò che quel di più che cercava l’ha compreso nell’incontro con quel missionario, ha capito che Qualcuno lo chiamava e attendeva la sua generosa risposta. Il suo cammino di fede non è stato facile, ma ha avuto il coraggio, giorno dopo giorno, di abbandonarsi nelle braccia di Gesù, Via, Verità e Vita. La preghiera personale e la partecipazione all’Eucarestia sono state i pilastri della sua vita. Nell’organizzare i campi di raccolta, la preoccupazione principale di GIBI era quella di trovare un sacerdote che al termine del lavoro celebrasse l’Eucarestia perché, diceva, è da questo Mistero che scaturisce e ha senso tutto il nostro lavoro. è bello ricordare anche l’iniziativa, il primo di ottobre, di organizzare un pullman per partecipare all’incontro di preghiera presso le Suore Visitandine di Salò.

Come ha ricordato padre Renato Filippini nell’omelia del funerale, è stato un “precursore” dell’apertura del negozio del commercio equo e solidale a Ghedi, la Bottega dei Popoli, e ha messo a disposizione la struttura e tante energie per realizzarlo.

Tutto il suo agire profumava di un bene senza limiti per ogni fratello povero.

Le parole non bastano, caro GIBI, per dirti il nostro GRAZIE. Dal cielo assistici: che il tuo esempio ci renda meno egoisti e più aperti a condividere con i nostri fratelli più poveri le loro situazioni e i loro bisogni, perché la giustizia non rimanga utopia ma diventi realtà.

Un amico

 

Parrocchia Ghedi

Parrocchia Santa Maria Assunta
Via Repubblica 1
25016 Ghedi (BS)

   030 901204
  info@parrocchiadighedi.it

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